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Ieri pomeriggio si è registrata una violentissima aggressione ai danni di un
Poliziotto Penitenziario in servizio presso la Casa Circondariale di Teramo, brutale
quanto ingiustificata, l’aggressione è stata messa in atto da un detenuto di origini
colombiane che, tra l’altro, parrebbe affetto da patologie di natura psichiatrica.
A darne notizia Francesco Pinnelli, Segretario Responsabile G.A.U. UILPA
Polizia Penitenziaria per la Casa Circondariale di Teramo,

che ribadisce come la
profonda ed irrisolta carenza di personale stia producendo effetti negativi sul
servizio; turni prolungati e riposi rinviati sicuramente non giovano al lavoro e
contribuiscono sicuramente a deprimere il clima lavorativo dell’istituto.
Ovviamente a ciò va aggiunta la presenza crescente di detenuti cd. psichiatrici
nelle sezioni detentive che, per ovvi motivi patologici, difficilmente riescono a
tollerare le regole di un istituto penitenziario.
E da alcune indiscrezioni pare che l’aggressione sia scaturita proprio per
motivi legati al mancato rispetto delle regole dell’istituto, regole dettate
dall’amministrazione per garantire una convivenza che sia il più possibile civile, in un
ambiente che dovrebbe aiutare i ristretti e prepararli ad un futuro reinserimento
nella società civile.
Al momento il nostro collega --prosegue Pinnelli-- si trova ancora in prognosi
riservata nel locale nosocomio ed a lui va tutta la nostra vicinanza e solidarietà; nel
contempo chiediamo alla Direzione della CC di Teramo di voler prendere tutte le
precauzioni necessarie a tutela dei lavoratori della Casa Circondariale di Teramo.
Quel che è accaduto a Teramo ci lascia sgomenti—aggiunge il Segretario
Generale Regionale UILPA Polizia Penitenziaria Abruzzo Di Giovanni Ruggero—è
inaccettabile che un lavoratore debba subire aggressioni di tale portata in quello che
ormai assomiglia sempre più ad un “beneplacito istituzionale”, sono anni che
lamentiamo a Teramo, e nella maggior parte degli istituti abruzzesi, la carenza
insostenibile di personale ed un eccesso di popolazione detenuta che nello specifico
si concretizzano in numeri spaventosi, al momento mancano 50/60 agenti rispetto ai
216 previsti in passato, di contro la popolazione detenuta che secondo lo stesso DAP
(Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) dovrebbe attestarsi alla presenza
regolamentare di 255 unità è oggi superiore alle 400 unità.
E ovvio che una tale situazione, di per sé critica, viene totalmente
destabilizzata dalla crescente presenza di detenuti “psichiatrici” ovvero coloro che
avrebbero bisogno delle cure di psichiatri e personale sanitario preposto e formato
alla difficile gestione di tali soggetti, ma che, a causa di scelte imperfette e calcoli
ottimistici, attualmente vede la sola Polizia Penitenziaria a gestirli, infatti essendo
praticamente azzerata la capacità di accoglienza delle strutture dedicate (R.E.M.S.),
l’immediata conseguenza è l’invio nelle carceri ordinarie dei pazienti/detenuti dove
vi è una presenza di medici specialisti, nella migliore delle ipotesi, con cadenza
settimanale.
Auspichiamo che il promesso incremento di personale presso la CC di Teramo
possa diventare realtà, ad oggi le poche unità arrivate non riescono neppure a
garantire la copertura del turn-over fisiologico, e chiediamo al Sig. Provveditore di
Lazio Abruzzo e Molise di voler attenzionare il numero di presenze di detenuti nella
CC di Teramo riportandolo a valori tollerabili.

Teramo lì 04/01/2019
 

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